Adamo Ferraris

Adamo Ferraris

Adamo Ferraris

Paolo Innocenzo Adamo Ferraris nasce a Livorno il 30 giugno 1838. Si trasferisce dallo zio Carlo a Torino per frequentare il ginnasio ed il liceo, frequenta a Torino i primi quattro anni di Università per poi spostarsi a Parma, dove si laurea in medicina: il 10 luglio 1862 viene approvato chirurgo maggiore e il 12 luglio 1862 diventa medico. Da notizie apprese dalla corrispondenza di famiglia sembra che il suo desiderio iniziale sia di diventare architetto, ma per far piacere al padre si iscrive a medicina.

A Parma conosce il dottor Gian Lorenzo Basetti, che diventa suo fraterno amico e che lo presenta al Generale Giuseppe Garibaldi; è infatti a Parma che si forma l’indole da patriota di Adamo.

 

 

L’epidemia di colera a Borgo D’Ale

Nel 1867 viene chiamato da Lodovico Drebertelli, suo amico e sindaco di Borgo D’Ale, per un’epidemia di colera che si è scatenata nel paese e si impegna con attenzione e dedizione per salvare persone colpite dalla malattia. Resta a Borgo D’Ale per tutto il mese di luglio proteggendosi dal pericolo di contagio con pillole di solfato di chinino.

 

Adamo l’uomo

Adamo è molto amante dell’arte, si interessa di musica come il fratello Galileo, di pittura (esegue uno scenario per il teatro Viola di Livorno), di scultura, di arte teatrale e fa parte di una compagnia filodrammatica del teatro Viola con la sorella Teresa ed il cognato, capitano Francesco Botto.

Compagnia teatrale

Compagnia teatrale

Inoltre è abile scrittore. La sua bravura emerge nelle lettere scritte alla famiglia ed agli amici ed è giornalista, collabora per un periodo con “La Democrazia” e scrive testimonianze di guerra e racconta le spedizioni e le battaglie.

Legato profondamente alla famiglia, già ai tempi degli studi a Torino appena è possibile sia Adamo che Galileo tornano a casa per poter stare con la famiglia, per loro fonte di pace e serenità. Molto attento nei confronti delle sorelle, sono molte le lettere in cui emerge l’affetto per il padre, le sorelle ed i fratelli. E’ sempre preoccupato delle sofferenze che infligge al padre durante le spedizioni militari ed è molto combattuto tra amore filiale e fervore patriottico. Ha un affetto paterno nei confronti di Galileo e lo ammira molto, riconoscendone e sottolineandone spesso la superiorità intellettuale e le capacità nello studio.

 

Adamo il medico e Adamo il soldato

Adamo Ferraris medico

Adamo Ferraris medico

A Torino Adamo fa il medico,  alternando il lavoro all’attività di organizzazione di attività a valenza sociale e patriottica. Organizza una Società di mutuo soccorso fra i volontari e ne diventa vicepresidente.

Nella casa di via Lagrange fa il medico ed è documentato che si dedica con molta attenzione ai poveri, ricevendoli gratuitamente dalle 13 alle 15 e pagando loro le medicine. Nel 1865 diventa medico assistente all’Ospedale succursale della Sezione Monviso.

Adamo Ferraris soldato

Adamo Ferraris soldato

Ma soprattutto egli è fervente patriota e soldato. Spesso fugge per partecipare attivamente da volontario combattente alle imprese militari. Adamo scrive al padre di essere tormentato dalla smania di andare alla guerra ed ha un’ammirazione sconfinata per Giuseppe Garibaldi. Nel 1866 scappa per partecipare con le truppe garibaldine alla terza guerra d’indipendenza per liberare il Veneto; nell’ottobre 1867 Adamo è a Firenze per preparasi alla campagna dell’Agro Romano e tra il 26 ottobre ed il 3 novembre combatte a Monterotondo e Mentana per la liberazione di Roma, scrive “Memorie di un volontario della campagna dell’Agro Romano”.

 

 

 

 

 

Adamo Ferraris soldato

Adamo Ferraris soldato

Nel 1870 vuole seguire il Generale nella spedizione in Francia nella guerra contro i Prussiani. Si adopera in tutto e per tutto per raggiungere Garibaldi, tanto che, essendo senza passaporto, è costretto ad attraversare la frontiera italo francese dalle Alpi Marittime. Il 19 ottobre 1870 riesce a raggiungere finalmente Garibaldi a Dole, dove ha costituito l’”Armée des Vosges” e dal 19 novembre 1870 viene nominato sottotenente di cavalleria ed ufficiale d’ordinanza del Generale Garibaldi e medico personale (Garibaldi è in cagionevoli situazioni di salute, affetto da artrite, viene spesso trasportato in carrozza o in lettiga). Gli viene anche affidato incarico di organizzare un’ambulanza mobile di soccorso per seguire le truppe e prestare assistenza ai feriti in combattimento.

 

 

 

 

 

Muore il 23 gennaio 1871 a Digione in battaglia, colpito alla testa da un colpo di fucile.

Il 22 ottobre Garibaldi scrive da Caprera all’onorevole Pietro Del Vecchio: “La perdita di Adamo Ferraris fu grave per l’Italia e per me. Voi non direte mai tanto che valga ad uguagliare il merito del preziosissimo amico. L’Italia può ben andare superba.”

Lapide di Adamo Ferraris

Lapide di Adamo Ferraris

Adamo viene seppellito nel cimitero di Digione e il fratello Galileo vuole che venga portato a casa e inumato nel cimitero di Torino

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